:: Consulenti del Lavoro OFFICIAL SITE :: – Lavoratori all’estero, più semplice l’invio da parte dei datori

Sono state semplificate le procedure per l’invio all’estero dei lavoratori da parte dei datori di lavoro. Con l’introduzione dell’art.18 contenuto nel Dlgs n.151/15 è, infatti, cambiato il sistema per impiegare o trasferire per lavoro in territori extracomunitari tali soggetti.In particolare, sono state abrogate le apposite liste speciali dei lavoratori disponibili a svolgere attività all’estero dalle quali i datori di lavoro dovevano attingere per stipulare i contratti (art.1 c.4 DL n.317/87 convertito in legge n.398/87). Inoltre, non è più necessaria l’autorizzazione preventiva da richiedere al Ministero del lavoro (o all’Ufficio Consolare competente). L’autorizzazione oggi abrogata con la riscrittura dell’art. 2 del DL n.317/89, era indispensabile anche per i datori di lavoro esteri che assumevano italiani (anche in territorio extraue).Il nuovo testo normativo stabilisce che, dal 24 settembre 2015, il contratto  di  lavoro dei lavoratori italiani da impiegare o da trasferire all’estero deve prevedere:  a) un trattamento  economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dai contratti  collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative per la categoria di appartenenza del lavoratore, e, distintamente, l’entità delle prestazioni in denaro o in natura connesse con lo svolgimento all’estero del rapporto di lavoro;  b) la possibilità per i lavoratori di ottenere il trasferimento in Italia della quota di valuta trasferibile delle retribuzioni corrisposte all’estero, fermo restando il rispetto delle norme valutarie italiane e del Paese d’impiego;  c) un’assicurazione per ogni viaggio di andata nel luogo di destinazione e di rientro dal luogo stesso, per i casi di morte o d’invalidità permanente;  d) il tipo di sistemazione logistica;  e) idonee misure in materia di sicurezza.La norma prevede anche l’obbligo di assicurare i lavoratori assunti in Italia o trasferiti dall’Italia per lavorare in paesi extracomunitari con il quale l’Italia non ha in vigore accordi di sicurezza sociale. Le medesime previsioni vanno applicate anche per le assunzioni di italiani in Paesi extraue.Di conseguenza, abrogando le autorizzazioni, sono state eliminate le sanzioni civili e penali legate alla fornitura di manodopera extraue e all’utilizzo diretto (art.2bis DL n. 317/87).

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