Bonus 2400 Euro Inps: requisiti, come fare domanda, pagamento

Tutte le informazioni sui nuovi bonus da 2400 euro per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali o di altri settori, dello spettacolo, autonomi, somministrati e atipici

Le agevolazioni spettano sia ai beneficiari dell’indennità per lavoratori stagionali, dello spettacolo e atipici introdotta dal decreto Ristori, per i quali saranno erogate in automatico, che a coloro che non ne hanno beneficiato. Questi ultimi devono presentare la domanda telematica all’Inps.

Ecco tutte le informazioni sul bonus 2400 Euro, a chi spetta il beneficio, i requisiti richiesti per accedere e come fare domanda.

COME FUNZIONA IL BONUS 2400 EURO 2021

Il decreto-legge 22 marzo 2021. n. 41, ovvero il c.d. decreto Sostegni, prevede infatti, all’articolo 10, l’erogazione di nuovi bonus per stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e di altri settori, e lavoratori dello spettacolo, autonomi, somministrati e atipici. Si tratta di una indennità una tantum quale sostegno al reddito, dato il perdurare dello stato di emergenza da covid-19 e gli effetti sull’occupazione e sull’economia determinati dalle disposizioni nazionali anti contagio. I beneficiari riceveranno una somma di denaro pari a 2.400 euro.

Le nuove indennità covid-19 non concorrono alla formazione del reddito. La gestione della misura è affidata all’Inps che, attraverso il messaggio n. 1275 del 25-03-2021 e la circolare n. 65 del 19-04-2021, ha fornito tutte le indicazioni e, con il messaggio n. 1764 del 30-04-2021, i charimenti sulle indennità.

A CHI SPETTA

Hanno diritto ai bonus 2400 Euro Inps le seguenti categorie di lavoratori, in possesso dei relativi requisiti:

  1. Lavoratori stagionali e lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, hanno lavorato per almeno 30 giornate nel medesimo periodo e non sono titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni (23 marzo 2021).

  2. Lavoratori in somministrazione presso aziende utilizzatrici appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, hanno svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo indicato e non sono titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni.

  3. Lavoratori dipendenti stagionali o in somministrazione appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, hanno svolto almeno 30 giornate lavorative e hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro, non titolari di pensione o di contratto di lavoro subordinato, ad eccezione del contratto di lavoro intermittente.

  4. Lavoratori intermittenti (art. 13-18 DL 15 giugno 2015, n.81) che hanno lavorato per almeno 30 giornate tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, non titolari di pensione o di contratto di lavoro subordinato, eccetto quello di lavoro intermittente.

  5. Lavoratori autonomi senza partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 sono stati titolari di contratti autonomi occasionali (articolo 2222 codice civile) e non hanno un contratto in essere alla data del 24 marzo 2021, già iscritti, alla data del 23 marzo 2020, alla Gestione separata, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile, non titolari di pensione o di contratto di lavoro subordinato (ad esclusione del lavoro intermittente).

  6. Incaricati alle vendite a domicilio (art.19 DL 31 marzo 1998 n. 114) con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro, titolari di partita IVA attiva, iscritti alla Gestione Separata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di contratto di lavoro subordinato, ad eccezione del contratto di lavoro intermittente, e di pensione.

  7. Lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali, in possesso cumulativamente di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di durata complessiva pari ad almeno 30 giorni, tra il 1° gennaio 2019 e il 23 marzo 2021 e nell’anno 2018, privi di pensione o rapporto di lavoro dipendente alla data del 23 marzo 2021.

  8. Lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati tra il 1° gennaio 2019 e e il 23 marzo 2021, reddito non superiore a 75.000 euro nel 2019 e privi di pensione o contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (ad eccezione di quello intermittente), oppure con almeno 7 contributi giornalieri versati nel medesimo periodo e reddito 2019 non superiore ai 35.000 euro.

Possono accedere alle indennità covid-19 anche coloro che hanno già beneficiato dell’indennità onnicomprensiva concessa dal decreto Ristori alle seguenti categorie di lavoratori:

  • stagionali e lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • intermittenti;
  • autonomi occasionali;
  • incaricati alle vendite a domicilio;
  • lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dello spettacolo.

CUMULABILITA’ DELLE INDENNITA’

I bonus stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e di altri settori, e lavoratori dello spettacolo, autonomi, somministrati e atipici non sono cumulabili tra loro. L’Inps, nel messaggio n. 1764 del 30-04-2021, ha inoltre chiarito che l’incompatibilità con il Reddito di emergenza è riferita solo al Rem 2021. Le indennità sono invece cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità.

BONUS 2400 EURO DOMANDA

L’Inps ha rilasciato la procedura per richiedere il beneficio dal 22 aprile. Coloro che non hanno beneficiato della misura in precedenza devono presentare domanda all’Inps per richiedere l’indennità covid-19 entro il 31 maggio 2021.

Le domande devono essere presentate in una delle seguenti modalità:

online, tramite il portale web Inps, effettuando l’accesso con PIN Inps, o identità SPID almeno di livello 2, o Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);

– contattando il il servizio di contact center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento).
– rivolgendosi ai servizi gratuiti messi a disposizione dagli Enti di Patronato.

I beneficiari del bonus decreto Ristori, invece, non devono fare domanda, dato che il nuovo bonus decreto Sostegni sarà erogato in automatico dall’Inps, con le stesse modalità del precedente. Con il messaggio 1452 del 08-04-2021 l’Istituto ha reso noto che il beneficio è già andato in pagamento per questi soggetti.

PAGAMENTO

Il pagamento del bonus 2400 euro Inps sarà corrisposto direttamente ai beneficiari, secondo le modalità scelte in fase di compilazione della domanda. Non si conoscono ancora le tempistiche di erogazione dell’agevolazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI

DECRETO SOSTEGNI (Pdf 237Kb).
DECRETO RISTORI (Pdf 342Kb) e relativa LEGGE DI CONVERSIONE (Pdf 735Kb).
MESSAGGIO INPS 1275 (Pdf 105Kb) del 23-03-2021.
MESSAGGIO INPS 1452 (Pdf 85Kb) del 08-04-2021.
CIRCOLARE INPS 65 (Pdf 521Kb) del 19-04-2021.
MESSAGGIO INPS 1764 (Pdf Kb) del 30-04-2021.

Nuove imprese a tasso zero, importanti novità per l’incentivo dedicato ai giovani e alle donne | Abruzzo Sviluppo – Società di Promozione IndustrialeAbruzzo Sviluppo | Società di Promozione Industriale

Ci sono importanti novità per Nuove Imprese a Tasso Zero, l’incentivo che sostiene le micro e piccole imprese composte in prevalenza o totalmente da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età.Si amplia la platea dei potenziali beneficiari: possono infatti presentare domanda di finanziamento, non più le imprese costituite entro 12 mesi dalla firma del contratto, ma quelle costituite entro i 5 anni precedenti, con regole e modalità differenti a seconda che si tratti di imprese costituite da non più di 3 anni o da almeno 3 e da non più di 5.Cambia anche la forma di agevolazione: viene introdotto il fondo perduto in combinazione con il rimborso agevolato, nei limiti delle risorse disponibili e viene innalzato il tetto del finanziamento a tasso zero per le imprese più mature, sempre con il limite di età compreso tra i 3 e i 5 anni. In questo caso le imprese possono richiedere il finanziamento per la copertura degli investimenti fino a 3 milioni di euro (al netto dell’IVA).In dettaglio, le imprese costituite da non più di 3 anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o sviluppare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.Possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 20%. Possono anche chiedere un contributo ulteriore, fino al 20% delle spese di investimento, per l’acquisto di materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa.Le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5, possono invece presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti, nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.Anche in questo secondo caso, le imprese possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 15%.A partire dal 19 maggio 2021 sarà possibile presentare la domandacon i nuovi criteri introdotti dalla Circolare n. 117378 dell’8 aprile 2021 della Direzione generale per gli incentivi alle imprese – Ministero dello sviluppo economico.

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Congedo 2021 per i genitori lavoratori: prime indicazioni INPS

l DL 30/2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo scorso, ha emanato disposizioni volte al sostegno dei lavoratori con figli minori in didattica a distanza oppure in quarantena; l’INPS, chiamato in causa per la concessione di particolari congedi parentali, interviene ora per fornire le prime indicazioni.Utilizzo del lavoro agileIl meccanismo messo a disposizione dal DL 30/2021 prevede in primis, fino al 30 giugno 2021, un diritto al lavoro agile per uno solo dei genitori con figli minori di 16 anni e con necessità connesse alla non presenza fisica presso gli istituti scolastici. Tale aspetto dovrà essere coordinato con il sistema emergenziale di ricorso a tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, in deroga alle indicazioni della L. 81/2017.Il legislatore, quindi, continua ad utilizzare il lavoro agile, non tanto come una modalità per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro, ma per una loro sovrapposizione.Sul punto risulta discutibile, oltre alla modalità di utilizzo, la discrezionalità lasciata al datore di lavoro sulla possibilità o meno di utilizzo del lavoro agile per il soggetto con tali necessità familiari. Tale scelta in capo all’azienda, in molti casi contestabile, dovrà trovare un equilibrio per le prestazioni lavorative non pienamente eseguibili in smart working.Alternativa allo smart working: il congedo parentale “speciale”In alternativa, e solo ove il lavoro agile non sia possibile, viene previsto un congedo retribuito al 50% sul quale l’INPS interviene ora con il Messaggio qui esaminato.L’Istituto sottolinea le caratteristiche che i soggetti devono avere per accedere al congedo del DL 30/2021, differenziando le stesse per i genitori che si prendono cura di figli con disabilità grave.Genitori con figli senza disabilità graveGenitori con figli con disabilità grave- sussistenza rapporto di lavoro dipendente;- impossibilità utilizzo modalità agile;- figlio minore di anni 14;- convivenza con il figlio;- motivazioni per la richiesta:infezione da COVID-19;quarantena da contatto (ovunque avvenuto) disposta con provvedimento del Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente;sospensione dell’attività didattica in presenza.- sussistenza rapporto di lavoro dipendente;- impossibilità utilizzo modalità agile;- condizione di disabilità grave (art. 4, c. 1, L. 104/92) del figlio;- figlio iscritto ad un istituto scolastico o ad un centro diurno a carattere assistenziale;- motivazioni per la richiesta:infezione da COVID-19;quarantena da contatto (ovunque avvenuto) disposta con provvedimento del Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente;sospensione dell’attività didattica in presenza;chiusura del centro assistenziale diurno.Tale congedo può essere fruito dunque per tutti i periodi, coincidenti in tutto o in parte, con quelli di infezione da COVID-19, di quarantena da contatto, di sospensione dell’attività didattica in presenza o di chiusura dei centri diurni assistenziali del figlio, ricadenti nell’arco temporale compreso tra il 13 marzo 2021, data di entrata in vigore della norma, e il 30 giugno 2021.Per quanto riguarda i periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale fruiti dal 1° gennaio 2021 e fino al 12 marzo 2021 potranno essere convertiti, senza necessità di annullamento, nel congedo retribuito al 50% dall’istituto.Ai fini della richiesta, l’INPS informa che sono in fase di adeguamento le procedure informatiche, ma che è comunque, già possibile fruire del congedo.Per farlo sarà necessaria la richiesta al proprio datore di lavoro, regolarizzando la medesima, successivamente, con la presentazione di apposita domanda telematica all’INPS.Con successivo messaggio sarà comunicato il rilascio del nuovo sistema per la presentazione delle domande, che potranno quindi essere presentate anche con effetto retroattivo.Sul punto si può ritenere che, le stesse domande, si potranno rifare, in linea generale, alle indicazioni pubblicate per le precedenti misure (Circ. INPS 12 gennaio 2021 n. 2; Mess. INPS 5 febbraio 2021 n. 515).Si ricorda inoltre che, il medesimo art. 2, c. 5, DL 30/2021 prevede il diritto ad astenersi dal lavoro senza alcuna retribuzione per i genitori di figli con età compresa tra i 14 ed i 16 anni; sul punto si attende l’istituzione dei codici per l’inserimento della copertura figurativa nel flusso UniEmens.

Sorgente: MementoPiù

https://mementopiu.it/MementoPiu/ImageDocumentAll?fileName=0735989001616767133_Mess.-INPS-25-marzo-2021-n.-1276_0.pdf

Blocco licenziamenti per giustificato motivo: nuove proroghe [E.Massi]

Nel nuovo D.L. “Sostegni” prosegue il blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo per una serie di aziende che utilizzato gli ammortizzatori sociali COVID-19 26/03/2021Eufranio Massi 1322FacebookLinkedInTwitterWhatsAppEmailShareIl blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo continua, fino al 30 giugno p.v., per tutti i datori di lavoro e prosegue, fino al 31 ottobre 2021 per una serie di aziende che utilizzano gli ammortizzatori sociali COVID-19, che portano alla fruizione dell’assegno ordinario o del trattamento di Cassa in deroga: questo è il “succo” del provvedimento contenuto nel D.L. “Sostegni” approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 marzo u.s..  Si tratta di un criterio del tutto nuovo che, a mio avviso, merita alcune spiegazioni.Il testo appena approvato dispone che, fino al prossimo 30 giugno, per tutti i datori di lavoro restano precluse sia le procedure collettive di riduzione di personale che i licenziamenti individuali, a prescindere dalle dimensioni aziendali: resta, inoltre, “bloccato” il tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 7 della legge n. 604/1966 che si svolge davanti alla commissione provinciale di conciliazione istituita presso ogni Ispettorato territoriale del Lavoro. E che riguarda i lavoratori delle imprese dimensionate oltre le quindici unità, assunti prima del 7 marzo 2015. Dal 1° luglio, invece, il “blocco” rimarrà, come vedremo, per interi settori destinatari degli ammortizzatori sociali COVID-19 che come detto pocanzi, si concretizzano nell’assegno ordinario e nella cassa in deroga.Ovviamente, sono possibili una serie di eccezioni che, da ultimo, aveva già confermato il comma 311 dell’art. 1, della legge n. 178/2020:Cambio di appalto con la riassunzione del personale da parte del datore di lavoro subentrante nel rispetto di un obbligo di legge (ad esempio, art. 50 del codice degli appalti), di contratto collettivo (ad esempio, l’art. 4 del CCNL multiservizi) o di una clausola contenuta nel contratto di appalto;Licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società, a meno che non si configuri una cessione totale o parziale dell’azienda, nel qual caso scatta la tutela dell’art. 2112 c.c. per ogni lavoratore interessato, con la conseguente illegittimità dei recessi;Accordo collettivo aziendale stipulato con le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale (in sostanza, con le organizzazioni territoriali di categoria, ma non con le RSA o le RSU che, tuttavia, possono, a mio avviso, aggiungere la propria firma “ad abundantiam”), limitatamente ai lavoratori che aderiscono. Questi ultimi hanno diritto alla NASPI, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti dal D.L.vo n. 22/2015, secondo le indicazioni fornite dall’INPS con la circolare n. 111/2020 (richiesta del trattamento di disoccupazione con accordo allegato e dichiarazione di adesione). Il datore di lavoro è tenuto al pagamento contributo di ingresso alla NASPI nella misura ordinaria. Nell’accordo collettivo che, a mio avviso, va siglato entro il giorno di scadenza del “blocco dei licenziamenti” pur potendo le risoluzioni dei rapporti avvenire in data successiva (e, sarebbe opportuno che, il Ministero del Lavoro, uscendo dal suo tradizionale silenzio, fornisse qualche indicazione amministrativa scritta), le parti individuano i profili eccedentari e possono (non è un obbligo) identificare il “quantum” a titolo di incentivo all’esodo che può essere diversificato in ragione del profilo professionale, dell’anzianità e delle singole situazioni, non dimenticando anche ipotesi di pensionamento anticipato anche attraverso le procedure del contratto di espansione che, per il 2021, riguarda le imprese con un organico superiore alle 250 unità. Nell’accordo, le parti possono anche convenire che i singoli accordi di risoluzione siano sottoscritti “in sede protetta” ex art. 410 o 411 cpc, cosa che evita al lavoratore la procedura telematica di conferma della risoluzione consensuale o delle dimissioni attraverso la procedura telematica individuata dall’art. 26 del D.L.vo n. 151/2015 e dal conseguente D.M. applicativo. L’accordo collettivo può avvenire anche a seguito di procedura collettiva di personale (criterio delle risoluzioni consensuali ex art. 5 della legge n. 223/1991) che, è possibile in quanto prevista come eccezione alla regola generale: in tale quadro, sempre come eccezione, possono essere riprese anche le procedure individuali ex lege n. 604/1966;Fallimento, nel caso in cui non vi sia una prosecuzione, anche parziale dell’attività, magari autorizzata dall’autorità giudiziaria.Le cose cambiano dal 1° luglio 2021.I datori di lavoro che fanno ricorso ai fini dell’emergenza COVID-19,, senza il pagamento di alcun contributo addizionale, all’assegno ordinario o ai trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga (FIS, CIG in deroga, Fondi bilaterali) continuano ad essere “bloccati” per i

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COVID-19: misure a sostegno di lavoratori con figli minori in DAD,o quarantena

È stato pubblicato sulla G.U. n. 62 del 13 marzo 2021 il D.L. 30 del 13 marzo 2021, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena.

  1. Le misure a sostegno dei genitori lavoratori con figli minori prevedono che: il genitore di figlio convivente minore di 16 anni, lavoratore dipendente, alternativamente all’altro genitore, può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da SARS COVID-19 del figlio, nonchè alla durata della quarantena del figlio disposta dall’Asl territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto;
  2. qualora la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, il genitore lavoratore dipendente di figlio convivente minore di anni 14, alternativamente all’altro genitore, può astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonché alla durata della quarantena del figlio. Tale beneficio è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura. Per tali periodi di astensione è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione, coperta da contribuzione figurativa;
  3. gli eventuali periodi di congedo parentale fruiti dai genitori a decorrere dal 1° gennaio 2021, e fino alla data di entrata in vigore del presente Decreto, durante i periodi di sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, di durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio, di durata della quarantena del figlio, possono essere convertiti a domanda nel congedo di cui sopra con diritto all’indennità del 50% e non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale;
  4. in caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha diritto, di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro;
  5. per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di lavoro in modalità agile o fruisce del congedo di o non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire dell’astensione o del bonus, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni 14 avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle misure sopra descritte;
  6. Per le modalità di richiesta bisogna attendere la Circolare attuativa INPS;
  7. le misure descritte si applicano fino al 30 giugno 2021.
Mother helping teenager with homework

Assunzioni 2021

Tutti gli incentivi introdotti o confermati dalla Legge di bilancio per chi assume personale nel 2021 oltre alle misure già esistenti. Vediamo tutte le tipologie di assunzioni agevolate:

Esonero contributivo per gli under 35 

L’articolo 1 comma 10 della Legge n. 178 del 2020 prevede l’esonero contributivo per le assunzioni degli under 35 in misura pari al 100% per gli eventi di:

  • Assunzioni a tempo indeterminato avvenute nel 2021 e 2022;
  • Trasformazioni a tempo indeterminato avvenute nel 2021 e 2022.

Lo sgravio opera con riferimento ai contributi INPS a carico azienda (esclusi i premi e i contributi INAIL) per un massimo di 36 mesi dall’assunzione / trasformazione, nel rispetto di un tetto annuo di 6.000,00 euro.

La misura non spetta alle aziende che abbiano proceduto a licenziamenti collettivi o individuali, per giustificato motivo oggettivo, riguardanti lavoratori inquadrati con la stessa qualifica e nella medesima unità produttiva:

  • Nei sei mesi precedenti l’assunzione;
  • Nei nove mesi successivi l’assunzione.

Esonero under 35 al Sud 

L’esonero contributivo under 35 viene esteso, alle stesse condizioni, per un periodo massimo di 48 mesi se le assunzioni o trasformazioni avvengono in una sede o unità produttiva ubicata nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Incentivi per l’assunzione di donne 

L’articolo 1 comma 16 incrementa l’esonero già previsto dalla Legge “Fornero” (Legge numero  92 del 2012) per l’assunzione di donne di qualsiasi età, alternativamente:

  • Prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in aree svantaggiate ovvero appartenenti ad una professione / settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale;
  • Prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Eccezionalmente, per le assunzioni di donne effettuate negli anni 2021-2022, la Legge di Bilancio incrementa lo sgravio dal 50 al 100% dei contributi INPS a carico azienda.

La misura opera in caso di assunzioni a tempo determinato, assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni, con un tetto massimo di 6 mila euro annui e nel limite di:

  • 12 mesi in caso di assunzione a termine, elevabili a 18 in caso di trasformazione a tempo indeterminato;
  • 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato.

Decontribuzione Sud 

La Legge numero 178 (articolo 1 comma 161) estende fino al 31 dicembre 2029 l’esonero già previsto dal Decreto “Agosto” (D.l. n. 104 del 14 agosto 2020 convertito in Legge numero 126 del 13 ottobre 2020), nelle seguenti misure:

  • 30% dei contributi INPS da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% dei contributi INPS da versare negli anni 2026 e 2027;
  • 10% dei contributi INPS da versare nel 2028 e 2029.

La misura si rivolge ai datori di lavoro privati operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le agevolazioni già presenti e applicabili anche nel 2021:

Sostituzione di donne in maternità 

Tra le agevolazioni disciplinate dall’ordinamento italiano figura quella riservata ai datori di lavoro con meno di 20 dipendenti, i quali assumono con contratto a termine lavoratori in sostituzione del personale assente per congedo di maternità o paternità, congedo parentale nonché congedo per malattia del figlio.

Lo sgravio opera in misura pari al 50% dei contributi INPS e dei premi INAIL a carico azienda, calcolati sulla retribuzione del sostituto e sino ad un anno di età del bambino del sostituito.

Disoccupati 

Il taglio del 50% dei contributi a carico azienda e dei premi INAIL spetta anche alle aziende che assumono a tempo indeterminato soggetti con almeno 50 anni di età, disoccupati da oltre 12 mesi.

L’agevolazione opera per:

  • 12 mesi in caso di assunzione a termine, elevabili a 18 a fronte della stabilizzazione a tempo indeterminato;
  • 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato.

Destinatari di NASPI 

Ai datori che assumono a tempo pieno e indeterminato soggetti beneficiari dell’indennità di disoccupazione NASPI, spetta un incentivo INPS calcolato in misura pari al 20% del sussidio che l’interessato avrebbe percepito se fosse rimasto senza lavoro.

Lo sgravio è esteso alle ipotesi di trasformazione a tempo pieno e indeterminato di un rapporto a termine già instaurato con un titolare di NASPI.

Beneficiari del Reddito di cittadinanza 

Hanno diritto ad un incentivo economico le aziende che assumono a tempo pieno e indeterminato soggetti beneficiari del Reddito di cittadinanza.

L’agevolazione consente di abbattere i contributi INPS a carico azienda, con esclusione dei premi INAIL, pari a:

  • Importo mensile del sussidio percepito dal lavoratore al momento dell’assunzione, fino ad un massimo di 780 euro mensili, nei limiti di durata residua del Reddito (a patto che l’azienda stipuli presso il Centro per l’impiego un patto di formazione);
  • Negli altri casi, lo sgravio è pari a metà dell’importo mensile del Reddito di cittadinanza percepito al momento dell’assunzione, entro un tetto massimo di 390 euro mensili e limitatamente alla durata residua del sussidio statale.

Le principali circolari INPS per l’anno 2021

Le principali circolari dell’INPS che avranno valenza per tutto l’anno 2021.

Sorgente: Dottrina Per il Lavoro: le principali circolari INPS per l’anno 2021 | Dottrina Per il Lavoro

Lotteria degli scontrini al via con gli acquisti effettuati da febbraio

Dal 1° febbraio gli acquisti di beni e servizi di almeno un euro pagati con strumenti elettronici presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi potranno generare biglietti virtuali validi per partecipare alla prima estrazione.Lo comunica l’Agenzia delle Entrate con comunicato stampa del 30 dicembre in cui ricorda che la prima estrazione mensile è fissata giovedì 11 marzo e saranno a disposizione premi da 100.000 euro a 10 acquirenti e premi da 20.000 euro a 10 esercenti a fronte degli scontrini trasmessi e registrati al Sistema lotteria dal 1° al 28 febbraio. Si aggiungeranno da giugno, invece, le estrazioni settimanali che distribuiranno ogni settimana 15 premi da 25.000 euro per chi compra e 15 premi da 5.000 euro per chi vende. A inizio del prossimo anno si terrà la prima estrazione annuale che premierà uno degli acquisti effettuati dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021 assegnando 5 milioni di euro a un acquirente e 1 milione di euro a un esercente. A stabilire le regole per il funzionamento della lotteria è il provvedimento congiunto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e l’Agenzia delle Entrate. In particolare, si ricorda che possono partecipare alla lotteria tutte le persone maggiorenni residenti in Italia che, fuori dall’esercizio di un’attività d’impresa, arte o professione, acquistano, pagando con mezzi elettronici, beni o servizi mostrando il proprio codice lotteria (che si può ottenere sul sito http://www.lotteriadegliscontrini.gov.it) al momento dell’acquisto. Ciascuno scontrino partecipa a una sola estrazione settimanale, una sola estrazione mensile e a una sola estrazione annuale. Per ogni estrazione sono previsti premi sia per l’acquirente sia per l’esercente presso cui è avvenuto l’acquisto e le vincite sono comunicate tramite PEC all’indirizzo comunicato nell’area riservata del Portale lotteria. Esclusi dalla partecipazione, invece, gli acquisiti online e quelli per i quali il cliente fornisce all’esercente il proprio codice fiscale o tessera sanitaria a fini di detrazione o deduzione fiscale.Notizie correlate: Lotteria scontrini, modifiche su trasmissione dati – Lotteria degli scontrini, sì del Garante Privacy

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CIG: prime istruzioni per i trattamenti previsti dalla L. n.178/2020

Arrivano dall’Inps, con messaggio n. 406 del 29 gennaio 2021, le prime indicazioni operative per la trasmissione delle domande relative ai trattamenti di integrazione salariale (CIGO, CIGD, ASO e CISOA) previsti dalla legge di Bilancio 2021. La legge n. 178/2020 ha infatti introdotto un ulteriore periodo, pari a 12 settimane, per tutte le integrazioni salariali, che può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza da Covid-19, a prescindere dal precedente utilizzo degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2020. Più specificatamente, – ricorda l’Inps – la norma prevede che i trattamenti di CIGO devono essere collocati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2021; i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD, invece, collocati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021. Per il settore agricolo prevista la concessione del trattamento per una durata massima di 90 giorni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021. Tale periodo può essere richiesto anche se non sono state presentate precedenti domande di CISOA con causale “CISOA DL RILANCIO”. L’Istituto ricorda poi le condizioni e i requisiti soggettivi dei lavoratori per avere accesso alle tutele di cui alla L. n. 178/2020 e che, diversamente da quanto precedentemente stabilito dai D.L. n. 104/2020 e 126/2020, la legge di bilancio non ha previsto l’obbligo, per i datori di lavoro che accedono ai trattamenti di integrazione salariale per le 12 settimane previste, del versamento di un contributo addizionale. Nel messaggio, inoltre, le modalità di trasmissione per le domande e la comunicazione che sono disponibili i servizi telematici per la presentazione delle istanze. In particolare, per richiedere l’ulteriore periodo di cassa integrazione salariale (ordinaria o in deroga) e di assegno ordinario, i datori di lavoro dovranno trasmettere domanda di concessione dei trattamenti con la nuova causale, denominata “COVID 19 L. 178/20”. Le domande di CISOA, invece, devono essere trasmesse utilizzando la nuova causale “CISOA L. 178/20”. Con riferimento alla cassa integrazione in deroga, invece, l’Inps ricorda che, in base alle precisazioni fornite nel messaggio n. 2946/2020, possono trasmettere le domande come “deroga plurilocalizzata” esclusivamente i datori di lavoro che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del Lavoro; tutti gli altri, invece, anche con più unità produttive, dovranno trasmettere la domanda come “deroga INPS”. Le domande di deroga devono essere inviate esclusivamente con riferimento alle singole unità produttive, ad eccezione delle aziende plurilocalizzate che hanno chiesto di accedere al flusso semplificato. Riguardo ai termini di trasmissione delle istanze relative ai trattamenti di integrazione salariale per le causali collegate all’emergenza, l’Istituto conferma la disciplina ordinaria (articolo 1, comma 301, della legge n. 178/2020), secondo cui il termine per la presentazione delle domande relative ai trattamenti di CIG (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. Analoga previsione è contenuta nel successivo comma 304 in ordine alle istanze relative ai trattamenti di CISOA. In sede di prima applicazione della norma, il termine decadenziale di trasmissione delle domande di cui trattasi è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore della legge n. 178/2020 dunque, per le sospensioni o riduzioni di attività iniziate nel mese di gennaio, rimane il 28 febbraio 2021.

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Covid-19: agevolazioni fiscali per vaccini e DPI

Da diversi mesi ormai per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è necessario dotarsi di misure che consentano di arginare il rischio contagio da Covid-19, ad esempio munendosi di dispositivi di protezione personale o kit diagnostici. A questo fine, il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per il datore di lavoro che debba provvedere all’acquisto di questi strumenti in modo da incentivarne l’uso e far ottemperare le regole vigenti. L’approfondimento del 29 gennaio 2021 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro passa in rassegna questi incentivi contenuti dapprima nel decreto Rilancio e poi incrementati dalla legge di Bilancio 2021 con ulteriori agevolazioni per la cessione dei vaccini Covid-19 e con l’implementazione dei criteri di individuazione dei dispositivi di protezione individuale detraibili ai fini delle imposte dirette. Inoltre, non manca l’analisi dei documenti operativi e di prassi a corredo di tali disposizioni.

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